2011-11-23MERCOLEDI' 23 NOVEMBRE 2011
### Crisi: flop asta Bund, ora crisi minaccia il cuore dell'Europa - FOCUS
Ma gli analisti sono cauti, attendono prossime emissioni (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 nov - Sono stati per tutta l'estate e fino a pochi giorni fa insieme ai Treasury americani il bene rifugio per eccellenza in cui riversare i propri asset in momenti di forti tensioni sui mercati, ma all'improvviso il meccanismo sembra essersi inceppato. L'asta di titoli del Tesoro tedeschi a 10 anni ha infatti registrato una richiesta nettamente inferiore all'offerta. Se la Bundesbank mirava a raccogliere fino a 6 miliardi di euro, la richiesta degli investitori si e' fermata a quota 3,889 miliardi, pari al 61% del totale. Il rimanente 39%, per 2,356 miliardi, e' stato invece acquistato dalla stessa Buba per 2,356 miliardi. Secondo gli esperti di Royal Bank of Scotland, si e' trattato del peggior rapporto domanda-offerta dal 1999 e il rendimento medio e' salito all'1,98%, oltre le attese. La Bundesbank si e' affrettata a precisare che l'esito insoddisfacente dell'asta e' stato dovuto al nervosismo dei mercati e che non vi e' alcuna difficolta' di rifinanziare il debito tedesco e indicazioni in tal senso sono giunte anche dal vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, che ha parlato di "ragioni tecniche". Eppure non vi sono dubbi che il fallimento dell'asta abbia suscitato preoccupazioni negli ambienti finanziari pesando anche sull'andamento dei mercati nel corso della mattinata. "E' stata orribile - ha detto Nick Stamenkovic, di Ria Capital con sede a Edinburgo - va a dimostrare che gli investitori non si stanno allontanando solo dal debito dei paesi europei periferici, ma che iniziano a tenersi lontano dall'eurozona in generale". Posto che per avere un quadro piu' chiaro dei trend in atto occorrera' attendere le prossime aste, appaiono in realta' emergere due possibili spiegazioni. Da una parte, il coupon del 2% offerto sui Bund a 10 anni "era il piu' basso di sempre", come ha osservato il portavoce del ministero delle finanze Martin Kotthaus, e dunque "non bisogna leggere molto altro in quanto e' successo". Se cosi' fosse, vorrebbe tuttavia dire che per acquistare titoli di debito tedeschi ora i mercati pretendono un rendimento piu' alto dando un valore piu' basso allo status di "safe asset" di cui fino ad ora hanno goduto i bond. Dall'altro lato, come osservano alcuni commentatori, sta iniziando a pesare sulle percezione dei Bund il dibattito in atto a livello europeo sugli eurobond, che di fatto alzerebbero il costo del rifinanziamento per i paesi piu' virtuosi, come appunto la Germania, abbassando quello dei paesi in difficolta', come l'Italia. In sostanza, osservano alcuni analisti, i mercati potrebbero aver iniziato a riflettere nelle quotazioni dei Bund il rischio che la Germania si ritrovi a essere la banca di ultima istanza per il resto dell'Europa" riducendo la domanda a fronte di yield considerati non consoni al rischio implicito. Una spiegazione da verificare in occasione delle prossime aste di Bund nella speranza che non si ripeta il clamoroso scivolone odierno. Cop (RADIOCOR) 23-11-11 16:28:16 (0275) 5 NNNN