2007-06-11LUNEDI' 11 GIUGNO 2007
###Bnl: dalle intercettazioni la cronistoria di una scalata
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 11 giu - E' la cronistoria dei momenti cruciali della scalata a Bnl quella che trapela dalle indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza nei primi cruciali giorni dell'estate 2005. Il 5 luglio il segretario dei Ds Piero Fassino chiama il presidente e amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte e parlano dell'adesione di Unipol all'ops Banco Bilbao. Fassino chiede a Consorte delucidazioni sulle spiegazioni da dare a Luigi Abete, presidente Bnl, che dovra' vedere di li' a poco. Consorte consiglia a Fassino di dire che c'e' un accordo con gli spagnoli e che non si capiscono invece le intenzioni di Caltagirone. Alle 11.29 Fassino richiama Consorte dopo l'incontro con Abete e gli riferisce che questi si presenta come portavoce di un patto fra le Generali e Della Valle e che si mostra preoccupato dall'accordo fra Unipol e Caltagirone. Il 6 luglio Consorte chiama il senatore dei Ds Nicola Latorre e parlano del giorno successivo come giorno chiave per l'accordo. Consorte spiega che Caltagirone si e' defilato insieme ai suoi accoliti (immobiliaristi) e che vuole vendere la sua partecipazione del 27%. Il problema che Consorte pone a questo punto e' come rilevare la quota e dice a Latorre che sarebbe bene che D'Alema chiamasse Caltagirone. Il 7 luglio Nicola Latorre chiama Consorte, che e' ancora preoccupato perche' non sa come gestire l'acquisto della quota, e che suggerisce di chiedere aiuto a Della Valle, definito 'lo scarparo' nella conversazione. Latorre racconta invece della chiamata di Stefano Ricucci che voleva ringraziare Fassino per il modo in cui si era espresso su di lui. Alle 20.46 Fassino chiama Consorte, che lo informa che Caltagirone e' pronto a vendere. Consorte chiamera' poi Latorre alle 20.49 per segnalargli la stessa cosa. Alle 23.19 dello stesso giorno Latorre richiama Consorte e poi gli passa D'Alema. E' la telefonata del 'Facci sognare' Il 12 luglio Fassino chiama Consorte e si lamenta del fatto che il finanziere bresciano Emilio Gnutti andra' alla cena di sottoscrizione per Silvio Berlusconi. Secondo Fassino infatti non ha senso andare alla cena di qualcuno che non vincera' le elezioni. Il 14 luglio D'Alema racconta a Consorte che ha ricevuto una visita di Vito Bonsignore, europarlamentare Udc e possessore di quote Bnl. Bonsignore avrebbe espresso il suo desiderio di avere una contropartita nel patto. Lo stesso giorno Consorte chiama Latorre per dirgli che non ce la fa a vedere D'Alema e lo prega di vederlo lui e poi riferirgli. In una telefonata successiva Latorre racconta a Consorte di avere ricevuto una telefonata da parte di Caltagirone. Il 15 luglio, Latorre chiama Consorte e lo avvisa che andra' a cena con Fassino per fare il punto della situazione. Il 17 luglio Consorte dice a Fassino che l'operazione verra' chiusa la mattina successiva prima dell'apertura delle Borse. Fassino gli fa notare che ormai sta ricevendo attacchi da tutte le parti. Alle 23.23 dello stesso giorno Consorte chiama Latorre e lo tranquillizza dicendogli che 'e' tutto chiuso'. Il 18 luglio segue la celebre telefonata in cui Fassino dice a Consorte 'Allora siamo padroni di una banca', convinto che l'operazione sia andata in porto con successo. Ma e' invece fallimento, che si presagisce nella conversazione fra Consorte e Latorre delle 17.34 dello stesso giorno, in cui Consorte dice laconicamente a Latorre 'Ci dobbiamo vedere per parlare.'