2009-11-09LUNEDI' 9 NOVEMBRE 2009
Acquedotto pugliese: Vendola, azienda risanata, no a privatizzazione
'Sarebbe un crimine contro l'umanita''. Sostegno dalla Cgil (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 nov - L'Acquedotto pugliese, il piu' grande d'Europa con i suoi 25mila chilometri di rete, oggi e' un'azienda risanata con i conti a posto, che investe e che assicura qualita' del servizio a tariffe competitive. Lo ha sottolineato Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia (che controlla il 95% del gestore idrico), spiegando perche' impugnera' davanti alla Corte Costituzionale l'articolo 15 del decreto legge sugli Obblighi comunitari che liberalizza i servizi pubblici locali, rivendicando alla Regione la competenza esclusiva sulla materia. "L'Acquedotto pugliese - ha detto Vendola - oggi e' un gioiellino che fa gola ai privati. Tre anni fa, quando l'abbiamo preso in gestione, la societa' investiva 23 milioni l'anno, oggi ne investe 130 milioni l'anno; prima le tariffe aumentavano del 6,5% l'anno, con noi sono rimaste bloccate per tre anni; le perdite ammontavano al 35% della rete, oggi siamo scesi al 28% con un risparmio di 25 milioni di metri cubi d'acqua l'anno. Abbiamo internalizzato i depuratori, attivita' che i privati non avrebbero alcun interesse a fare nei centri minori, risparmiando 5 milioni di euro l'anno. Abbiamo risanato i conti, rinegoziando un prestito con Merrill Lynch e uscendo dalla palude della finanza derivata per cui se Gm fallisce, fallisce anche l'Acquedotto pugliese". "La privatizzazione dell'acqua - ha concluso Vendola - e' una bestemmia contro Dio. Il decreto e' un crimine contro l'umanita'. L'acqua e' un bene comune e non e' assoggettabile alle regole del mercato. Noi vogliamo la ripubblicizzazione dell'acqua, come sta avvenendo in Francia e in molte altre parti del mondo, e ci impegneremo per trasformare l'Aqp da societa' per azioni a ente di diritto pubblico". L'iniziativa della Regione Puglia, che per ora resta isolata in Italia, ha ricevuto oggi l'appoggio del segretario generale della FP-Cgil, Carlo Podda: "Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per il 18 novembre uno sciopero di 24 ore degli operatori di igiene ambientale per protestare contro l'articolo 15 del decreto. La mia organizzazione mettera' a disposizione le sue strutture territoriali in tutta Italia affinche' anche altre Regioni seguano l'esempio della Puglia". sal (RADIOCOR) 09-11-09 15:11:18 (0181)ene 5 NNNN