2010-03-03MERCOLEDI' 3 MARZO 2010
Traffico d'armi: sette arresti in Italia per export verso l'Iran -3-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 mar - Le indagini, partite nel giugno 2009 e che si sono avvalse di otto mesi di intercettazioni telefoniche, hanno permesso di verificare attivita' illecita dal 2007 a oggi. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i cittadini iraniani contattavano quelli italiani richiedendo vario tipo di materiale militare e loro, grazie soprattutto ai contatti con l'industria del settore dovuti al precedente lavoro di Bon per una societa' di armamenti, reperivano quanto richiesto e attraverso le societa' di cui erano titolari lo acquistavano e lo facevano partire verso l'Iran attraverso passaggi in diversi Paesi (per esempio Romania, Gran Bretagna, Svizzera e Dubai), nei quali questi venivano rispediti attraverso altre societa' che avevano il compito di schermarne la provenienza. L'indagine e' iniziata proprio dal sequestro di 200 puntatori ottici da parte delle autorita' doganali della Romania che hanno chiesto accertamenti all'Italia, in quanto la societa' che li aveva spediti era italiana. Inoltre, un analogo sequestro e' stato effettuato a Londra, dove e' in corso un processo a una persona considerata appartenente all'organizzazione scoperta in Italia, le cui dichiarazioni sono state utili all'inchiesta della procura di Milano. I pagamenti alle societa' italiane venivano effettuati su conti esteri (spesso nei Paesi usati per il passaggio del materiale diretto in Iran) e non partivano mai da conti iraniani, ma veniva usata spesso come tramite Dubai. In alcune intercettazioni telefoniche, proprio a tal proposito, sarebbe stata fatta espressa raccomandazione di non far partire i pagamenti dall'Iran. La pericolosita' del materiale sequestrato, anche se non propriamente bellico, sarebbe stato riscontrato anche nel fatto che un puntatore ottico uguale a quelli spediti in Iran era stato ritrovato nel 2006 a Bashra in Iraq dall'esercito inglese in un covo di forze irregolari irachene. Per quanto riguarda il coinvolgimento del governo iraniano negli ordini fatti alle societa' italiane, questo sarebbe emerso dalle intercettazioni telefoniche: i cittadini iraniani arrestati dicevano di avere pressioni dall'Iran per far arrivare i puntatori ottici, soprattutto quando viene sequestrato del materiale in Romania, e potrebbe trovare riscontro anche in alcuni frequenti viaggi nel Paese fatti dall'avvocato Patriarca Rossi, il quale riferisce di aver avuto incontri con diversi esponenti militari. Fla- (RADIOCOR) 03-03-10 14:49:10 (0223) 5 NNNN