2010-03-26VENERDI' 26 MARZO 2010
Eni: Kazakhstan accusa consorzio di entrate illegali a Karachaganak
Kpo: agito secondo leggi, pronti a cooperare e a difesa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 26 mar - Ancora accuse da parte del Kazakhstan al consorzio Kpo guidato da Eni e BG per il giacimento di gas di Karachaganak. E ancora una difesa da parte del consorzio che afferma di aver agito secondo le leggi del Paese. La polizia finanziaria kazaka ha accusato il consorzio di entrate illegali per 708 milioni di dollari nel 2008 attraverso una maggiore produzione di petrolio e gas rispetto a quanto concordato in origine. Lo riporta Reuters citando Rustam Ibraimov, vice capo della polizia finanziaria del Paese, che ha parlato dell'apertura di un'inchiesta. Con una nota il consorzio risponde: "Il consorzio Kpo e' a conoscenza dell'inchiesta e sta cooperando con le autorita'. Dal momento che si tratta di un questione legale aperta, e' inappropriato commentare la questione nei suoi dettagli. Kpo ha agito secondo la legge kazaka e secondo le condizioni del 'Final Production Sharing Agreement' relativo al giacimento di Karachaganak. Kpo studiera' tutti i dettagli degli allegati dell'inchiesta che gli sono stati presentati e, se necessario, presentera' una robusta difesa della sua posizione". Il giacimento, situato nella zona occidentale del Paese, che produce 1,2 miliardi di tonnellate di petrolio e gas condensato e 1.350 miliardi di metri cubi di gas naturale, e' al centro di una disputa che riporta alla memoria il lungo negoziato su Kashagan. A fine 2009 il Kazakistan ha detto di voler rivendicare una quota nel progetto e all'inizio di quest'anno ha auspicato una soluzione entro il 2010 del contenzioso con gli operatori stranieri che hanno invece accusato il governo di avere inserito illegalmente imposte sull'export. Nelle scorse settimane il consorzio era stato accusato da Astana dapprima di evasione fiscale e poi di aver violato le norme sul lavoro. Ale (RADIOCOR) 26-03-10 14:00:31 (0223)ene 5 NNNN