2011-06-07MARTEDI' 7 GIUGNO 2011
Medio Oriente: Clinton raffredda speranze Juppe' su conferenza di pace
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 07 giu - "Wait and see" e' la risposta che Hillary Clinton, capo della diplomazia statunitense, ha dato ieri al suo omologo francese Alain Juppe', considerando prematura l'idea francese di una conferenza di pace sul Medio Oriente, per la mancanza di volonta' delle parti. Juppe', che era in visita nella capitale degli Stati Uniti, dopo un tour della regione, ha abbozzato, preferendo concentrarsi sulla convergenza tra Parigi e Washington per il fatto che, tra israeliani e palestinesi, "lo status quo non puo' continuare". La risposta della Clinton, "il wait and see, e' gia' un'apertura per me molto importante", afferma Juppe' stimando che la probabilita' di arrivare alla conferenza e' "oggi di una chance contro dieci". "Ma anche cosi', bisogna provarci", ha detto in una conferenza stampa dopo la riunione. La Francia ha presentato il 2 giugno una bozza di conferenza di pace israelo-palestinese sulla base dei parametri fissati a maggio dal presidente Usa Barack Obama: la creazione di due stati sulla base delle linee del giugno 1967. Questa riunione, proponeva Parigi, si sarebbe dovuta tenere prima della fine di luglio ma fino ad ora ha attirato l'adesione solo del presidente palestinese Mahmoud Abbas. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indicato, senza fornire dettagli, che "valutera'" l'offerta francese. Ma Hillary Clinton ha insistito sugli ostacoli dell'iniziativa di Parigi. "L'idea di un incontro o conferenza deve essere combinata con la volonta' delle parti a riprendere i negoziati", ha osservato. "Sosteniamo fortemente un ritorno ai negoziati, ma non pensiamo che una conferenza sul ritorno ai negoziati sarebbe produttivo". Gli americani sono "scettici sul principio di una conferenza. Non hanno alcun desiderio di impegnarsi in un processo che potrebbe non avere successo", ha poi interpretato Juppe'. Per il segretario di Stato Usa, bisogna prima "ritornare ai negoziati, che richiedono un sacco di persuasione e di lavoro preparatorio, al fine di tenere un incontro produttivo tra israeliani e palestinesi". "Il nostro atteggiamento ora e' aspettare e vedere, perche' non abbiamo ancora alcuna garanzia delle parti" per quanto riguarda la loro disponibilita' a riprendere il dialogo. "Non credo che il problema sia Juppe', ne' la Clinton ne' la Svezia o la Cina", ha detto ai giornalisti: "Il problema e' il Primo Ministro di Israele, che rifiuta la soluzione dei due Stati". Mai-Y- (RADIOCOR) 07-06-11 08:19:40 (0040) 3 NNNN